Recensione Roller zero CETMA COMPOSITES CANOVA 95

Alla ventisettesima edizione dell’Eudi Show di Bologna, curiosando nello stand della Cetma Composites, ho visto gente interessata con qualcosa tra le mani, dalla sagoma sembrava un fucile. Mi sono chiesto: ma la Cetma non faceva solo pinne?

Ulteriormente incuriosito mi sono avvicinato e trovato proprio davanti ad un fucile in carbonio. Beh a pensarci bene, per un’azienda leader nei compositi che costruisce pinne in carbonio, realizzare successivamente un fucile il passo è breve.

Preso tra le mani ed osservandolo attentamente sembra ben fatto: linee morbide e pulite. E’ un roller col collaudato sistema propulsivo zero (zero rinculo) o Y (denominazione che nasce dal sistema di montaggio degli elastici).

La forma racchiude in sè qualcosa dell’arbalete classico ma con un design innovativo. La sagoma ad osso di seppia, molto sottile e rastremata in punta. Sulla faccia superiore, affianco allo scorriasta integrale, sono evidenti due scanalature per la scomparsa degli elastici e lateralmente due piani molto inclinati sui quali serigrafato in color oro antico il nome del fucile Canova 95 ed il logo Cetma Composites.

Su tutta la parte inferiore si manifesta un’unica scanalatura atta ad accogliere a semi scomparsa il gruppo propulsivo degli elastici. Lateralmente altri due piani inclinati che vanno a raccordarsi ad osso di seppia con i due superiori.

Proseguendo, sotto l’elsa in acciaio inox vedo serigrafata un’altra scritta: Nic. Refolo designer. Una vecchia conoscenza, lo storico disegnatore della nostra rivista.

Ed è proprio quello che, assieme allo staff dei tecnici della Cetma Composites, mi trovo davanti mentre ammiro la sua “inconsueta” creazione.

D Ciao Nic, cosa ci fai in questa insolita veste?

Nic. Refolo Beh, la maggior parte della gente mi conosce come illustratore, ma quello che mi  da più soddisfazioni è il design e la scultura. Tengo a precisare che l’altra mia grande passione è la pesca in apnea, dati questi interessi ritengo di trovarmi al posto giusto nel momento giusto.

D Parlaci un po’ di questo fucile!

Nic. Refolo Quando la Cetma ha immesso le sue pinne sul mercato, con l’RDS (Risonance Dynamic Sistem) ha dato una risposta innovativa ad una platea molto attenta alle novità.

Ci siamo chiesti: per quale motivo adesso la Cetma deve distribuire il fucile su un mercato ormai saturo di prodotti dello stesso genere: industriali, artigianali, monoscocca, ibridi e di qualsiasi forma, materia e stato propulsivo? Bisognava quindi dare una risposta.

Questo prototipo prende spunto da un arbalete in legno che avevo già costruito. Visto che sarebbe dovuto divenire in carbonio mi sono permesso di estremizzarlo, assottigliandolo ulteriormente, per cui ho avuto un ampio margine per operare sulle forme.

Come puoi ben vedere ci sono dei tagli plastici accentuati e morbidi allo stesso tempo. Per ottenere questo risultato mi sono ispirato al grande scultore Neoclassico Antonio Canova, da cui prende il nome il fucile.

Chiaramente facendo un discorso di design, l’estetica non è fine a se stessa ma è in stretto rapporto con la funzionalità.

D in questo fucile, qual è la volta di lettura forma-funzione?

Nic. Refolo Cominciamo dalla forma in generale: Perché ammorbidirla? Un fucile con gli angoli vivi, stando a contatto col fondo tende a graffiarsi ed a consumarsi precocemente, visto che parliamo di un’arma impegnativa, anche economicamente, non va affatto bene.

L’ho assottigliato al massimo perché, scorrendo sopra l’elastico assistito e sotto la doppia coppia di elastici propulsivi, è chiaro che altrimenti il brandeggio laterale ne avrebbe risentito. Per questo motivo hanno una ragione d’essere anche gli scassi per l’alloggiamento degli elastici.

Affianco agli scassi, sul terzo posteriore del fucile, dove comunemente si tende a dare la massa, si apre un piano, quello che amo definire “rampa di lancio”, è inclinato per favorire lo scorrimento delle mani nell’ultima fase del caricamento.

Per scelta della Cetma Composites l’impugnatura è ambidestra, cosa che ultimamente i cacciatori esperti stanno riprendendo in considerazione.

Andrea Salomi (ingegnere Cetma)

Chiaramente questo prodotto è il frutto di una collaborazione nella quale più maestranze hanno lavorato sinergicamente. L’elaborazione, tra prove a secco ed in mare, è durata un paio d’anni.

Si sono susseguite varie fasi di sviluppo del progetto: l’elaborazione di un concept, fatto da linee morbide ed idrodinamiche; lo studio dei sistemi propulsivi ed accessori; la progettazione strutturale nella quale si sono scelti materiali, spessori, distribuzione ottimizzata dei volumi;

A seguito dello sviluppo dell’idea si è realizzato un mokup in legno che è servito a toccare con mano tutte le modifiche che sono venute dopo. Successivamente il modello CANOVA ha subito una scansione laser che ha trasformato il prototipo in legno in un file  3D parametrico (Reverse Engineering). Il CAD 3D ha permesso di estremizzare ulteriormente la geometria, andando a distribuire pesi e volumi in maniera tale da minimizzare gli attriti idrodinamici durante le fasi di brandeggio.

Lo studio delle forme e dei volumi, infatti, oltre che estetico, deriva da una ricerca volta al bilanciamento dei carichi ed alla massimizzazione della rigidezza flessionale (fenomeno di estrema importanza per contenere le oscillazioni che avvengono nel transitorio di sparo) oltre che alla minimizzazione del rinculo.

Una volta ottimizzato digitalmente, il file viene trasferito su una macchina a controllo numerico, la quale ha realizzato le valve metalliche degli stampi, nei quali vengono prodotti i Canova.

Il processo produttivo è totalmente innovativo, non ancora presente nello stato dell’arte dei materiali compositi e nostro esclusivo know-how. Questo processo permette di realizzare un pezzo totalmente monolitico,  in fibra di carbonio a zero vuoti,  il cui “core” è costituito da un materiale polimerico polifunzionale a celle chiuse e densità variabile.

Chi possiede questo prodotto ha il privilegio di godere di un oggetto, connotabile come  un capolavoro estetico ed allo stesso tempo come un’opera eccellente dell’alta tecnologia italiana.

Silvio Pappadà (ingegnere Cetma)

Per la realizzazone del Canova, Cetma Composites utilizza una tecnologia innovativa, denominata “Zero-Defects Technology”, sviluppata in anni di ricerche nel settore Aerospace. In tale tecnologia si riesce a portare il livello dei vuoti, sempre presenti nelle comuni strutture in composito anche di elevatissima qualità, a livelli prossimi allo zero. Il fatto di utilizzare materiali così performanti consente di estremizzare le forme, nello specifico permette di ottenere una sezione ridottissima e resistente alle sollecitazioni, ma allo stesso tempo neutra in acqua.

Giuseppe Cofano (ingegnere Cetma)

A supporto di quanto detto, occorre considerare che il Canova è l’unico fucile monoscocca in carbonio non verniciato: Cetma Composites non ha bisogno di applicare vernici per nascondere eventuali difetti e vuoti derivati dai processi produttivi. Ulteriore attenzione in fase di progettazione è stata dedicata alla scelta dei materiali utilizzati per il riempimento. Anche in questo caso si tratta di materiali polimerici a bassissima densità con proprietà strutturali utilizzati per applicazioni Aerospace.

Lorenzo Stratta

7 Comments

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